Archive for May, 2018

Uomini dal potenziale enorme, vivete, rendete la vostra vita un film di John Carpenter


21 May

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Sì, non rammaricatevi se ieri avete preso una delusione incredibile, la vita vi sottoporrà a nuove sterzate, sferzate e ancora infierirà. Non si deve mai essere tranquilli, non è nella natura dell’uomo esserlo, e così infatti non deve essere, altrimenti ci si rammollisce, ci si siede sugli allori… e allora si perde qualsiasi sogno e s’insegue solo l’avarizia mentale, ci s’impigrisce, si poltrisce ed ecco che ci si smania per un bel culo postato, ma non tanto posato, su Instagram. E perdiamo le nostre unicità, compressi non ci esprimiamo e siamo costipati nel delirio carnascialesco di massa, in questa beatificazione del frivolo più sconcio e volgare, e la poesia vien svilita e noi, uomini di altra categoria, adempiamo a precetti falsi per non scontentare nessuno, ma soprattutto rendendo infelici noi stessi. Perché abdichiamo, resi dal pensiero comune arresi, e ci sperperiamo nel bieco porcile, rinunciando ai nostri desideri anche proibiti. Ma che vuole quel prete? Suvvia. Venga con me a cacciare questi vampiri.

Sì, sabato pomeriggio son stato assalito da una delle mie crisi depressive ma, fortunatamente, in mio soccorso son sopraggiunti tanti veri amici, veri anche quando solo “virtuali”, a darmi manforte, a sollecitarmi e a far sì che la più oppressiva inerzia non mi conducesse fuori strada.

Al che, ecco che spunta una ballerina, a mio avviso poco rinomata, indubbiamente molto piacente, con un paio di gambe da infatuarti, da renderti infartuato. Ma, anziché sollevarmi, nonostante ammetta che la sua foto mi ha non poco eccitato e dunque me lo ha alzato, ha abusato della mia momentanea sofferenza, infierendo con bieche e pusillanimi insinuazioni. Urlandomi che dovrei vergognarmi quando espongo il mio dolore dell’anima perché noi uomini occidentali non possiamo permetterci di piangerci addosso e compatirci. Perché ci sono persone, come sua madre, che sono allo stato terminale del Cancro, e i bambini muoiono di fame nel terzo Mondo. Ecco, credo che questa retorica ricattatoria sia cancerogena, da estirpare. Non bisogna scherzare sulle afflizioni psichiche, lo trovo, questo sì, infame e turpe. Esistono vari livelli di sofferenza ma la sofferenza mentale è la più schernita, derisa, oltraggiata e vilipesa. E a molti par lecito, quando invero è sconcissimo, ledere le sensibilità altrui, nel rimproverarle con dubbio gusto, con mancanza di tatto, con lapidario giudizio facile e balzano. Poi qualcuno potrebbe di rabbia sobbalzare e farsi travolgere da brutte idee. Ed è così che si scatenano gli orrori, non ci si apre al confronto, s’ingenerano i fanatismi ideologici, ci si barrica nelle fatue convinzioni, ci si trincera nel pregiudizio più immondo.

Ora, mi è passata… ma tante volte si è profittato della mia pazienza dietro il paravento di un ingiustificato vantaggio psicologico per mettermi poi nelle condizioni di reagire con maldestra scelleratezza. E ancor delle mie furie tempestose patisco le stigmate… molta gente è cattiva e va perdonata, non bisogna permettere che l’assurdo, abominevole gioco delle prevaricazioni e delle angherie continui oltremodo. È invece un dovere morale, perfino mortale di noi uomini combattivi non far sì che le malignità e le diffamazioni calunniose possano prendere il sopravvento. Altrimenti, si vien sopraffatti dallo sconforto più sconcertante, ci si paralizza nella disistima e si dà credito alle dicerie e al vocio miserabile e stronzo. Non possiamo metterci alla stessa stregua dei maialini…

Debbo ammettere che, checché se ne dica, tante volte crollai, a pezzi mi dissanguai, atterrito fui invaso addirittura da pensieri suicidi, pensieri che insudiciarono il mio amor proprio e, nel mio cedimento, nel mio conceder che tali ingiuriosi affronti dilapidassero la mia anima, mi spazientii e offrii ancor più motivi per insultarmi. Credo sia nella mia indole pacifica tener sempre tutto dentro e poi esplodere. Tanto che poi, nella deflagrazione, si può diventar passibili di colpe e castighi imbecilli.

La vita prosegue e io non me ne dolgo, anzi, a ogni cantar del gallo son sempre più ammalato… di gaudio, e romantico nitrisco ancor più amando il nitrato… d’argento.

 

No, non dobbiamo incancrenirci né farci le condoglianze da soli e da stolti, non dobbiamo smarrirci, non dobbiamo impoverirci, soprattutto nel cuore e non dobbiamo farci abbindolare dagli invidiosi. Sì, all’origine spesso delle offese e delle ghettizzazioni del nostro intimo valore vi è l’invidia, questo sentimento meschino sputato in faccia di solito a chi è più fortunato, più bello e più capace. Tanto che se abbocchi a questa pusillanimità rischi davvero di diventare brutto, sporco e cattivo.

Mi piacerebbe dar retta a chi, per sfregio, vorrebbe farmi credere che dovrei nascondere il mio viso ma, con sommo dispiacere suo, devo fargli constatare che il mio faccino ha una certa presa sull’altro sesso. E le donne rimangono ammalate, no, ammaliate dal candore trasgressivo del mio libero uccellino…

Lo so, vorreste che lo segreghi e m’infligga pene… invece lui, sì, amoreggia con sano lindore, cremoso e aromatizzato di morbido, fresco e duro odore, un bel fiore, un limpido lindore… e che sudore…

Sì, non date retta alle versioni ufficiali delle storie… c’è un’umanità più “invisibile” ma più stimolante… che non ha paura di prendere una videocamera e avventurarsi a tarda notte nelle periferie fatiscenti e filmare tre amici vestiti da barboni per ricreare atmosfere da 1997: Fuga da New York.

Adesso, porto gli occhiali. Già ci vedevo molto bene prima, adesso la mia vista sa cogliere ogni sfumatura malata di malevolenza e schiva, non più delle oscenità schiava, queste psicologiche violenze, queste lobotomie fasciste, con aplomb da uomo che, in barba ai cretini, sa grattarsi la barbetta e sa far la ceretta e il culo… un po’ a tutti, siamo sinceri. So anche “sgattaiolare”, non nel senso di scappare, ma in seno… allo spassoso scopare. Ah, che gattone. E abbino il trombare allo sgobbare da vero operaio che trivella.

Non spegnete i ceri, questa notte è nostra…

Ne vogliamo parlare di questo film mai realizzatosi? Cazzo, aveva un potenziale devastante.

 

di Stefano Falotico

 

Picture in pictures, vedere per credere: Fuga da New York, Carpenter, Frusciante, The Hateful Eight e il mio Falotico


21 May

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2018: Odissea nelle mie spezie e Caro diario di una Bologna con l’artrite


20 May

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Sì, tornerà nei Cinema il capolavoro di Kubrick, film seminale, film monumentale, film sesquipedale. La storia della nostra imbecillità. Potremmo vivere universalmente felici, prodigandoci per un’armonia celestiale e invece litighiamo come scimmie ed esponiamo i nostri, o meglio i vostri, petti villosi al mare.

Credo che la maggior tortura che mi si possa fare sia quella di portarmi al mare e costringermi a indossare il costumino. Il mare è bello quando si è bambini e t’immergi nelle acque viscide, inconsapevole che lì vi hanno cagato e pisciato. E fluttui morbidamente accarezzato dall’ingenuità più spensierata.

Poi arrivano le meduse della vita adulta e quell’oceano pacifico, forse anche Atlantico, di serena beatitudine crolla miseramente come un castello di sabbia pestato dalle cattiverie di qualche bullo. Che andrebbe affogato.

Oh, inquinatori ambientali, il mio habitat è la solitudine più desertica. Via da me questa gente che beve i fruttini e si gratta le palle. Poi, ombelicale, si abbronza mentre feticista ammira i piedi di una squinzia che non sa nuotare nell’erotismo puro da vedo-non vedo ma, in topless, rovina ogni fantasia, svelandosi troia ancor prima che possa aver io appurato con un massaggio di “crema” solare… la sua “mortadella”.

Sì, l’umanità mi disgusta. Le donne, durante l’inverno, indossano il tailleur, pudiche e represse, poi arrivano in spiaggia e si denudano coperte solo dalla “voglia” di fico… L’uomo, carnalmente asciutto, si lascia andare, e indossa occhiali da Sole per poter spiare meglio i culi muliebri senza essere visto, filtrandoli sotto un carisma “noir”.

Sì, non ho mai saputo guidare il motorino ma le vespe mi hanno sempre punto. Sì, ho una Punto, sgarrupata e sgangherata che fila liscia come l’olio, seppur ammaccata. Da dietro il finestrino alle donne ammicco e faccio il finto amico anche quando trombo… di clacson stronzo. Sì, prima provoco, poi freno e uso la frizione del mio porgere le scuse con una faccia da omino della Michelin che mette simpatia.

Sì, ho fatto un giro poco fa. Il mio quartiere è mediocre e la gente a quell’ora era tutta a pranzo. Mangiando lasagne con besciamella e sachertorte su vinelli d’annata.

Ho fatto un parallelismo mentale con l’episodio Medici, non la serie con Dustin Hoffman, di Caro diario. Sì, dopo aver ammirato il mio Navile, che è un po’ come la Garbatella, non Gambardella de La grande bellezza, mi son fermato davanti al passaggio a livello abbassato. Al che, una venticinquenne in bicicletta, tutta scosciata, appostata due metri avanti alla mia macchina, si è girata e mi ha fatto l’occhiolino, sussurrandomi che non ho perso il treno. Sì, a Moretti diagnosticarono un falso linfoma di Hodgkin e fu la sua un’odissea labirintica fra una scienza senza scientificità, fra medici incompetenti e superficiali. Sì, la storia della mia vita. Da anni atavici vado dai medici dell’anima. Uno mi diagnosticò una fobia sociale, un altro una depressione bipolare, un altro il disturbo ossessivo compulsivo, uno perfino tendenza all’anoressia e alla bulimia cervellotica, uno una schizofrenia con alogia, uno ravvisò in me delle analogie con la tv digitale, una piattezza emozionale sofferente di anedonia, insomma mi paragonò al Grande Fratello, uno disse che avevo un uccello sproporzionato rispetto alla mia età anagrafica e questo creava scompensi a livello cerebrale perché gli ormoni erano più sviluppati di un cervello peraltro già gigantesco. E quindi andavo nanizzato per non provocare invidie presso i “normodotati”. Uno mi disse che dovevo rilassarmi, masturbandomi sulle gambe delle modelle della pubblicità Calzedonia, uno mi disse di “noleggiarmi” una dell’Estonia, un altro invece due giorni fa mi ha detto che deliro su De Niro perché, dopo avergli mostrato questa foto, lui sostiene che Robert non abbia la panza. E dice che io distorco.

Ok, ci sto. Ma sarei “flashdance” con Jennifer Beals. E indosso il giubbotto di pelle anche adesso che ci sono trenta gradi.

Intanto, un altro scommette alla SNAI sul Napoli, ma non ha mai scommesso su di sé, perché era malato di disistima verso la probabilità di diventare un cavallo di razza.

 

di Stefano Falotico

Ma a voi interessa davvero che Marcello Fonte abbia vinto il premio come migliore attore a Cannes? Si vede che non siete dei dogman


19 May

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Ma a voi interessa davvero che Marcello Fonte abbia vinto il premio come migliore attore a Cannes? Si vede che non siete dei dogman, provocazione serale

Su Facebook, son scesi i lacrimoni di molta gente che, finto-commossa, ha applaudito alla vittoria di Marcello. Un uomo tenero ma non quello de La dolce vita. Rabbrividendo, sciogliendosi, scambiandosi abbracci fatti di Mi piace e zuccherando la serata di questo Sabato mesto e inconsolabile, nel patriottismo più sfrenato, in adorazione di un’Italia ove avremo Salvini e Di Maio al governo col loro “patto solidale”, e inneggiando in gloria forse un attore di cui non ci frega molto. Sinceramente, con tutta la simpatia possibile, anche se vinceva un curdo-islamico non mi cambiava niente. E onestamente credo che neanche a voi freghi qualcosa. A una filippina che pulisce le scale fregherà qualcosa di questo Fonte?

A proposito, per il titolo del film Dogman della locandina che font hanno usato? Non è male.

Sì, Marcello dopo questa vittoria andrà a festeggiare nella locandona e perderà con qualche donnina ogni residua infantilità del viso. Lo sapete meglio di me, troioni.

In fondo, basta col nazional-popolare. E finalmente avremo un Mondiale di Calcio senza questi Buffon! Sì, basta con queste persone che prima litigano tutto l’anno e poi si riuniscono per la spaghettata con birra incorporata per vedere il pelato Chiellini che marca a zona Cristiano Ronaldo e puntualmente lo prende in culo. Ronaldo sforbicia e Chiellini resta impalato come un panzone in smoking sulla Croisette che assiste alla sua signora che guarda quello in prima figa… e pensa: che mancava a me per avere quel francesino? Invece ho la villa al mare ma le villiche tamarre se la spassano di più. Non hanno soldi ma son passerotte. E in riviera fan il loro figurone tra un tormentone e un pedalò del bagnino che le bagna quanto il fiume Nilo. Da cui il giallo di Agatha Christie, Death on the Nile, storia infima di ricche ereditiere…

Che poi queste donne la dovrebbero smettere. Vado da una e le chiedo che taglia porta di reggiseno. Lei mi caccia una sberla e io le chiedo scusa per l’avance troppo plateale, ma le dico che volevo scoparmela in galleria. Lei mi perdona e mi dice che fa l’attrice di Teatro, ma ci tiene a ribadire che prima devo guardare al suo cervello e poi, solo se le avrò leccato il culo “perbenino”, potrebbe pensare di “abbassarsi”… al mio uccello peperino. Al che metto in scena un monologo tragico shakespeariano, per inscenare appunto la mia disfatta. Ma, siffatta con un altro, m’immalinconisco e deprimo, e annuncio il suicidio in diretta social con la scritta The End e anche i titoli di coda con tanto di marcia funebre.

Una vede il mio video e mi scrive… vergognati, non si scherza sulla morte, pensa a quelli che muoiono di fame, mia madre è malata terminale. Nel frattempo, tra un’offesa e l’altra, inserisce la foto di lei al circo tutta semi-ignuda con un sorriso più finto delle labbra della Parietti. Ho detto tutto.

Si può prendere seriamente una zoccolona del genere? Secondo me sua madre, sì, è terminale, perché ha visto un suo spettacolo e ha capito che l’onore di casa è andato a puttane.

La dovremmo finire anche con la dignità. Tutti parlano di dignità ma poi vogliono il reddito di cittadinanza. Di mio, morirò povero in canna, ma al massimo ho fumato tre canne in vita mia. Tutti questi parastatali che parlano di dignità, col culetto parato, timbrassero le segretarie lor ruffiane e mi lasciassero vedere un film di Ingmar Bergman. Al che, davvero mi sento troppo abbattuto e allora “rispolvero” la Demi Moore di Striptease di un altro Bergman, Andrew. E opto per una saggia mezza misura, Ingrid. Sì, donna non volgare come la Moore, elegante, che potrebbe prepararmi un’insalata delicata. Ah ah.

Insomma, se ero figlio di Benetton quella di cui vi ho accennato probabilmente mi avrebbe detto subito la taglia. Invece, ho dovuto “tagliarlo” corto… e dire che pensavo a un orgasmo extralarge.

Ah, rimanete pure in mutande, con le donne vale sempre l’espressione mutatis mutandis non te la dà se non le prometti la Costa Azzurra. Di mio, d’estate talvolta indosso la Lacoste. Con sguardo appetibile alla Kevin Costner.

Ma questa che mi ha fottuto la vedremo vincere un giorno a Cannes? Insomma, questa qui ha la stoffa…? Mah, secondo me non piglierà proprio niente se continua a fare lo snob del cazzo…

Io ho sempre detestato i premi. Ma che vuoi premiare? Su uno che vince, altri mille perdono e saranno derisi al Carnevale di Cento. Basta con queste derisioni! Che poi la gente s’incazza e si comporta come il Canaro! Quindi, basta con queste elevazioni, vedete di elevare la vostra vita invece di continuare a giocare di classifiche, di stellette, di Palme e coppe che trasmettono solo tristezza. Che poi che volete elevare? Tutti, appena non vengono cagati, trovano la scusa che si sono elevati. Son talmente elevati che non sanno riconoscere il Sole di Ponente con quello di Levante perché vivono sulla Luna, visto che sulla Terra son rimasti soli come dei cani. Uscite in istrada e accoppiatevi alle cagne, fate l’amore con le gatte e filosofeggiate, solfeggiate a tarda notte quando le stelle vi chiederanno di essere come Jena Plissken ma voi sognate di diventare presidenti e manderete a scatafascio il Paese. Non sapete neanche governare un piatto di melanzane, perché la melanzana va gustata lontano dalle paillettes e da questa Montée des marches che non ho mai capito che significhi. Cos’è questa montée? Io conosco il Nick Nolte/Bob Montagnet di Triplo gioco, uno che va al casinò e sbanca pure con la ragazzina. Hai una voglia quella là! Basta con queste ragazzate! Ecco il mio palmo, miei impalmati, della mano. Attento che ora arriva il pugno. Dai su, non conviene far casino solo per una pugnetta…

Ora, io scherzo spesso e sono contento per Marcello.

Ma dico… possibile che noi dobbiamo vincere sempre con pellicole tristissime? Benigni e il Gran Premio della Giuria con La vita è bella, Elio Germano con La nostra vita, e ora con la storia disperata di uno che, dopo mille umiliazioni, non gliela fa più, crolla e succede l’irreparabile.

È quasi mezzanotte. Vado a prepararmi gli spaghetti aglio e olio. Sì, io ceno di Sabato sera, anzi, già domenica, mentre gli altri pensano di avermi cucinato come bollito.

Ricordate: io soffro a volte di ebollizioni del cervello ma so ballare meglio di Roberto Bolle.

 

E applaudo. Così, perché mi tira.febbre_16 02838107

 

di Stefano Falotico

Nel giorno del Royal Wedding, annuncio il mio suicidio da Birdman e non pago il barman


19 May

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Oramai, molta gente si è aspetta che le spari grosse.

Su Facebook, ho scritto: sto morendo, spero che qualcuno se ne sia accorto.

Al che, un cugino di vecchia data, che fisicamente assomiglia a Michael Wincott del Robin Hood con Costner (e ho detto tutto…), pensando che scherzi (potevo mettere anche scherzassi), mi scrive… quando c’è il funerale, c’inviti?

Ecco, e poi uno dici che non deve essere depresso. I parenti sono come i serpenti, nelle limacciose paludi delle loro vite crasse, un tempo votavano Craxi e ora son contenti e pasciuti delle loro vite berlusconiane.

Sì, abbisogno di sgravare la mia anima. Non è un grido d’aiuto ma è come fossi stato investito da un’auto.

Il mio fisico, dopo anni impertinenti, ingiustificati di psicofarmaci ha cominciato a incrinarsi, e si è rammollito. Un tempo ero campione di Calcio e Tennis, ma ero un “debole”, vincevo tutte le partite tranne quella del campo da gioco dei “duri”, e tutti mi gridavano che dovevo farmi crescere le palline. Poi, con sedazioni mostruose, figlie degli abomini più catto-borghesi, le palle son scomparse anche fisicamente. E vago per una zona eunuca ove contemplo ogni donna come se non suonassi la chitarrina ma la pianola della Bontempi. In verità vi dico che, nonostante tutto, faccio ancora la mia porca… figura.

Chitarra e catarro. Sì, più passa il tempo e più ho sviluppato una voce roca da Tom Waits. Un mio amico mi dice che sono pazzo a fumare tre pacchetti di sigarette al giorno, io gli dico che è pazzo a scopare due volte al giorno sua moglie. Io ne sarei rimasto intossicato nei polmoni della libertà. Le donne castrano, provocano ictus e disabilità, e riducono pure la fertilità perché ti tradiscono e poi dicono che il figlio è tuo, perché quello che se l’è ingroppate non può mantenere il pargoletto e tu hai invece la faccia di cazzo da uomo “neonato”. Sì, farò la pubblicità dei pannolini.

Sì, le donne è meglio stiano lontano da me. Ti vincolano e poi divincolarsi è una gatta da pelare come un vicolo vizioso. E voglion esser viziate. Sì, sì, sì, quando sono tristi necessitano di uno che le tiri su, “tirandoglielo” in mezzo, quando sono allegre disprezzano la tua parte maschia e ti dicono di leggere più libri “alti”. Sono incontentabili. Un giorno godono, l’altro fanno sì che tu non goda. Allora, arrivederci e sogni d’oro. Almeno, posso “tirarmela” da solo.

I sogni sono l’unica cosa che l’uomo ha. Al di là dei due di picche, della solita annale, forse anche anale se sei omosessuale, ripicca e questione col tuo collega che da dietro te lo mette in culo, al di là del lavoro da quattro soldi, i sogni sono l’unica ragione reale per cui si deve vivere.

Reale. Ah, questi principi inglesi voglion essere celebrati nel loro reame. Sì, è stato fotografato il matrimonio di Harry con l’attrice Meghan Markle. Mah, e dire che coi soldi che ha questo Harry poteva sposarsi con Megan Gale. Markle. Scusate, alle nozze c’era pure la Merkel?

Io vivo nel mio Teatro, underground, e stanotte sarò Batman.

L’altro giorno ho scritto un post terribilmente misogino e ho subito attacchi da parte delle femministe Me Too.

Ribadisco quello che penso. E, per avvalorare la mia tesi, vi dico questo. Due anni fa ero nella merda assoluta e nessuna mi cagava. Poi, ho messo questa foto sui social e improvvisamente mi hanno contattato tutte in chat.

Secondo voi, molte donne non rispecchiano il “fallo”, il fatto che sono (o siano?) delle poco di buono? Comunque, nonostante i facili costumi, sono indubbiamente bone.

Sì, in questa foto non sono Alain Delon ma non sono neanche elephant man. Il guaio è che non posso neppure buttarmi giù dal balcone. Perché sono come Michael Keaton? No, perché potrei rimanere ancora più offeso.

Stasera comunque andrò al bar. Questo barista bara sempre sul resto. Del resto deve tirare a Campari pure lui. E allora non lo pagherò. Io non la pago mai, neanche quando dovrebbero pagarla gli altri, che infatti la pagano… si sono sposati con delle puttane. Che hanno pensato… non male, i soldi ce li ha e mo’, dopo avergliela mollata a peso d’oro, mi ammoglio…

Sì, nella vita mi son precluso molte cose. Diciamo la verità. Son stato per molto tempo escluso e, appena mi ribellavo, dicevano che erano tutte scuse.

Comunque quelle ragazze che mi sbertucciavano non mi son mai parse molto “chiuse”. Son sempre state apertissime… a nuove esperienze.

E il principe Harry è oramai fottuto.

Passerà la sua vita fra agonie e tormenti nel presenziare di qua e di là e a esibire sorrisi di facciata per non sputtanare il “casato”.

Che vita orribile. E deve guardare solo film della Disney! Non può dire che, nelle sue intimità, guarda Arancia meccanica. Lo radierebbero…

Io adoro essere il principe dei ladri. E lo sa pure mio fratello, che non ho.

ROBIN HOOD : PRINCE OF THIEVES, Christian Slater, 1991

ROBIN HOOD : PRINCE OF THIEVES, Christian Slater, 1991

 

di Stefano Falotico

 

Viviamo nella società più violenta di tutti i tempi, e questo sia molto chiaro


19 May

Midnight in Paris

 

È uscito nella sale italiane Dogman. Film sull’abiezione.

abiezióne (o abbiezióne) s. f. [dal lat. abiectio –onis, der. di abiectus «abietto»]. – Stato di avvilimento o di bassezza morale: pur nella presente aconserva qualche cosa della sua antica dignitàcadere nell’a.; risollevarsi dall’abiezione. Nella pratica ascetica, atteggiamento di umiltà eroica per cui si rinuncia alla propria personalità o dignità, ricercando uno stato abituale di vita ritenuto spregevole dall’opinione comune.

 

Devo essere molto sincero e per nulla caritatevole verso un mondo che, nel propagarsi smisurato d’idiozie sovrane, persevera nell’omertà e nel finto benessere a distillare, con scadenze regolari, le sue violenze quotidiane. Viviamo in un mondo ove i giovani, ancora acerbi, dunque puri nei loro sogni vengono perennemente ricattati da adulti boriosi e strafottenti, che sanno impartire loro soltanto le più, appunto, abiette diritture morali. Perciò immorali. E, trovandosi in uno stato di continua incertezza, di precarietà emozionale, sprovvisti dei basamenti anche economici per poter autodeterminarsi, sono così esposti alla mercé del mercimonio di massa, del porcile laido e cafone che urla loro in faccia lo squallido, menefreghista, indifferente, ipocrita… crescete!

Ah sì, un chirurgo che opera al cuore merita di guadagnarsi tanti soldi perché salva vite umane. E di quale vite umane stiamo parlando? Del triviale consumismo che si riverbera, giorno dopo giorno, monotono e recrudescente, su Instagram, diventato un’enorme casa d’appuntamento ove signorine in gamba… esibiscono le loro grazie armoniche per esser corteggiate virulentemente, virilmente nella sua accezione più maschilista e pregna di rozzezza, da uomini perfino sposati, che cercano avventure, scappatelle per sfuggire al grigio torpore avvilente e castrante dello stesso sistema di vita che tanto difendono e si son affannati a montare… in gloria carnale? Traditori infidi, persino infingardi delle loro bugie iterate a ogni canto del gallo mattutino che scandisce l’inizio di una nuova giornata suina, supina. Questa smania del lavoro. Il lavoro concepito come sofferenza schiavistica per procacciare soldi che poi servano a divertimenti vacui, frivoli, edonistici e osceni. Il lavoro nobilita l’uomo? No, per come è inteso oggi, o forse per come sempre è stato inteso in questa Storia che ripete sé stessa generazione dopo generazione, ingenerando orrore sempre più mascherato da giustezza perbenista, è soltanto un escamotage per celarsi dietro maschere da Eyes Wide Shut.

Sapete, in passato mi hanno fregato tante di quelle volte che oramai vi ho fatto un callo che neanche la pieta pomice più adamantina potrebbe sanarmi.

E, scalzo come Gesù, cammino sulle acque della mia dignità magmatica, magnetica, folle e spacciata per delirante, perché soffro della “malattia metafisica”, del piacere immane della trascendenza in un mondo ove tutti animalescamente pomiciano, credendo in false scienze. Più che altro alle scemenze.

Quante ne ho sentite dire sulla mia persona. Perché dovevo essere uno come tutti gli altri. Che accontentava i genitori, accodandosi alle regole più manichee, e avrei dovuto frequentare una scuola “alta” così avrei scremato classisticamente, grazie al mio fascistico classicismo, tutti i deboli, i diversi, quelli che proprio non ce la fanno. Sì, così mi sarei attorniato di hostess scosciatissime che passano il tempo a farsi selfie mentre mangiano al ristorante i manicaretti dei loro insaziabili desideri erotici. Sanno di essere belle e allora possono avere tutti gli uccelli che vogliono, mentre gli aerei viaggiano al di sopra dei poveri fessi che vivono fra le nuvole.

Eh sì, oggi si è fessi se si scrive un racconto del terrore alla Edgar Allan Poe. Perché che val la pena addentrarsi nelle profondità delle nostre anime quando basta farsi il culo per avere tanti culi?

Al che, uno psicopatico su Facebook, dietro un profilo falso mi manda foto di prostitute dell’Est, perché pensa che io menta sul mio ascetismo e sia sol uno sfigato “maniaco-ossessivo” che di notte va sui viali. Ecco il mondo che avete (s)fatto, e poi non vi lamentate se qualcuno perde la testa. Vergognatevi!

Io sono l’incarnazione dell’abiezione. E dinanzi a questa società farò sempre obiezione. Sì, fui anche obiettore di coscienza, soprattutto della mia. Ma a che servì svolgere il servizio civile se il mondo è sempre popolato da incivili?

Un tempo nelle scuole insegnavano Educazione Civica. Adesso insegnano educazione cinica. E non mi stupisco che vadano di moda robe come Black Mirror.

Ahimè! E dire che potevo avere una vita elegante come Anouk Aimée.

Ma forse un giorno andrò a vivere a Paris e dimenticherò un passato in cui solo come matto apparii…

Adesso, scusate, devo portar fuori il cane a pisciare. Un cane migliore di voi. Perché quando fa delle cagate le fa dove può… senza smerdare nelle “proprietà private” altrui.

E ricordate: gli uomini non si misurano neanche secondo il Cinema di Garrone. Siamo tutti messi “a garrese”.

Io, comunque, ancora non mi sono arres’.

Dogman

di Stefano Falotico

Povero Michael Madsen, solo lui sa quando è nato e iddio, IMDb e Wikipedia fanno confusione


18 May

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Sì, Michael Madsen, un uomo, un perché. Uomo che, nonostante la sua faccia da sberle da camionista del Texas, pare che in giovinezza abbia sostenuto studi classici e accademici e, dopo Wargames, ha fatto mezze comparsate in The Doors di Oliver Stone e poi si è un po’ più “allargato” in Thelma & Louise.

Michael divenne famoso grazie a sua sorella, Virginia, una da hot spot, una che aveva un culo fenomenale e due tette da sballo, e oggi invece è imbufalita oltremisura. Oggi potrebbe gestire qualche casa d’appuntamento con tanto di rossetto a mo’ di Via col vento. Eh sì, quando le grandi speranze svaniscono…

Ma Michael resterà nella storia soprattutto per essere stato il mozzatore di orecchie, Mr. Blonde de Le iene.

È stato il cattivone capellone porcone di Getaway, ove si spupazzava Jennifer Tilly da vero manigoldo luridone e ignobile, e Sonny di Donnie Brasco, ma lo ricorderemo per essere un “feticcio” di Tarantino.

È lui, con tanto di parrucchino, a far la parte del mammone in The Hateful Eight.

Ora, ha girato tanto di quella merda che si possono concimare interi deserti dell’Arkansas con le sue stronzate, ma una certa popolarità, soprattutto fra noi cinefili, ce l’ha.

Però, Wikipedia e IMDb dissentono sulla sua “classe”. Secondo il primo è del 1958, per il secondo del 1957.

Tenetelo a mente quando vostra madre, in punto di morte, vi confesserà che avete un anno in più di quello che avete sempre pensato.

Ah ah.

di Stefano Falotico

Appartengo alle personae non gratae: ragazzi, siate depressi finché potete, c’è tempo per diventare idioti qualsiasi


17 May

Harry Dean Stanton

Eh sì, Mereghetti Paolo ha stroncato von Trier, definendo il suo ultimo film orrendo e misogino. Non l’ho visto, non posso giudicarlo e, anche quando l’avrò visto, mi asterrò da un giudizio impertinente come quello di Paolo, poiché io non giudico, osservo e mi faccio la mia idea. Idea sempre mutevole come un X Man, idea che oggi è questa e domani cambia forma come un De Niro trasformista.

Ma su alcune cose ho le idee chiare, e non mi schiodo. Le donne, almeno molte, sono come i virus al computer, usate l’Avast della vostra strafottenza e scaccerete queste maligne dal vostro hard disk dell’anima.

L’anima degli uomini veri va preservata da queste zoccole che, come mosche tse-tse, ammorbano i vostri sogni e iniettano in voi il germe malato della scontentezza. Sì, quasi tutte le donne vogliono i soldi, la villa al mare, feste a iosa, molte rose e possibilmente anche un bel cavallo da monta. Si dichiarano idealiste ma io vi dico che sono egoiste, e figliano solo per sentirsi complete, perché a loro è stato inculcato così. Altrimenti, si sentono fallite o imperfette, e allora diventano puttane completamente. Rinunciando alla maternità per rendere fertili gli apparati genitali di maschi bavosi che loro assecondano, concedendosi nel disprezzo totale della loro ricchezza spirituale a favore del materialismo più carnale.

Sono quasi tutte così. Poi in Italia abbondiamo di false. Una in radio parlava della povertà in cui affonda il nostro “belpaese”, e ha fatto finta di denigrare una modella di Victoria’s Secret. Codesta, a vederla dalle foto del sito della radio, mi pare una riccona annoiata che, per accattivarsi le simpatie del popolino, demagogicamente dice ai comuni mortali ciò che potrebbe consolarli. In una sfacciata insincerità abominevole, perché questa gallina matrona è piena di baiocchi e certamente sarà accompagnata da un industriale che sa come “baloccarla”.

Ora, con questo non voglio gettar fango sul gentil sesso. Infatti voglio buttarvi merda. Ah ah.

Voi, ragazzi speranzosi dell’equità sociale, non diventate equini come i pornoattori, c’è tempo far gli stalloni, siate invece come Sylvester di Rocky, uno Stallone puro…

Sì, io sono un provocatore. È nella mia indole. E non me la cura neanche Cristo.

E ricordate: sono Harry Dean Stanton di Fuga da New York. Io son Mente, e non mento. Ma mangio le mentine da topo di biblioteca. E neppur voglio una topa come la Barbeau. Lasciatemi essere barboso e odioso. Fa parte della mia faccia di cazzo.

 

di Stefano Falotico

Attrici bollite: Madeleine Stowe


17 May

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Ebbene, oggi voglio andare a parare su una donna che forse alle nuovissime generazioni dirà assai poco e probabilmente è perfino misconosciuta ai ventenni, l’ex bellissima Madeleine Stowe. Ex, perché oggi il suo viso è decisamente appassito e la florida venustà di un tempo è sdilinquita in un viso più volte ritoccato con la chirurgia facciale.

Madeleine Stowe nasce a Los Angeles il 18 Agosto 1958 e presto, alla sola età di dieci anni, comincia a studiare pianoforte, poi s’iscrive a dei corsi di recitazione e giornalismo all’università della California.

Subito viene notata e ottiene una parte abbastanza di rilievo in Sorveglianza… speciale di John Badham al fianco del navigato Richard Dreyfuss. Film da non confondere con due film, peraltro usciti proprio in quel periodo, dal titolo italiano abbastanza simile, ovvero Sorvegliato speciale con Sylvester Stallone e Sotto massima sorveglianza con Rutger Hauer e Mimi Rogers.

E immediatamente esplode con Revenge di Tony Scott con Kevin Costner ed Anthony Quinn in cui, oltre a mostrare tutta la sua avvenenza, si cimenta in torbide scene di sesso col bel Kevin. Sebbene le malelingue sostengano a tutt’oggi che nelle suddette scene sia doppiata da una controfigura.

La Stowe è una donna molto sexy ma quasi angelicata, onestamente assai fotogenica e brava, e fioccano le proposte lavorative.

 

Arrivano Abuso di potere di Jonathan Kaplan con Kurt Russell e Ray Liotta, nel quale ancora una volta si spoglia piacevolmente, ma soprattutto L’ultimo dei mohicani di Michael Mann con Daniel Day-Lewis.

L’anno dopo spicca in un altro grande film, America oggi di Robert Altman, ove esibisce addirittura il suo primo nudo integrale.

Quindi Occhi nelle tenebreChina Moon e un altro capolavoro, o giù di lì, il distopico e stupefacente L’esercito delle 12 scimmie di Terry Gilliam con Bruce Willis, e lei nei panni di una sensuale psichiatra.

Ma all’apice del suo successo, l’incantesimo si spezza e la sua fama s’incrina. Arrivano tanti film mediocri o solo pomposi, come La figlia del generale con John Travolta, Impostor e We Were Soldiers con Mel Gibson, oppure dimenticabilissimi come la sciocchezzuola Avenging Angelo con Stallone. Peraltro il suo penultimo film, considerando il successivo e da noi inedito Octane, film del 2003.

E da allora niente più Cinema. Solo robetta e insulsi tv movie molti dei quali da noi non sono mai arrivati.

Il 27 Maggio del 2014 Deadline dà la notizia che tornerà a lavorare in un lungometraggio, The Runner con Nicolas Cage. Il film, abbastanza inguardabile, da noi esce solo in home video ma la Stowe non c’è. No, la Stowe in verità non ha mai preso parte a questa pellicola.

Ma anche a nessun’altra. E dire che non ha novant’anni.

Che è successo? Stranito, rimango basito.

 

di Stefano Falotico

La biblioteca dei ricordi, il mio sapor vanesio, Big Trouble nella mia Little China


15 May

Kurt Russell grosso guaio

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Ragazzi, con questo non voglio dire che sono un uomo di mondo e che la vita per me non ha più segreti. Anzi, sono convinto che il nostro pianeta ci riservi ancora molte sorprese, e che bisogna essere dei deficienti per credere che in questo universo siamo soli.

(Jack Burton, alias Kurt Russell da Grosso Guaio a Chinatown)

Ora, intendiamoci bene, figli di puttana. Nella mia vita ho udito tante di quelle stronzate da poter riempire la pattumiera di Chicago. Da cui ci cago di notte…

Nel 1994, circa, andai a vedere uno spettacolino di Corrado Guzzanti, un sinistroide che meriterebbe di essere preso a calci nel culo perché contesta una società a cui lui stesso aderisce con pose da gallo. Alla fine di questa patetica messa in scena, in cui il nostro Corrado aveva vomitato idiozie, ricevendo applausi da parte di un pubblico più idiota di lui, lo stesso che apprezzava quelle porcate oscene di Luttazzi, mi sentii dire che Guzzanti è meglio di De Niro nel Frankenstein di Mary Shelley di Branagh.

Ora, vi prendo una foto di De Niro in quel periodo, aveva una coda da cavallo che ci fa capire perché Naomi Campbell voleva il suo “mostro”… sacro.

Sul mio conto si raccontano tante leggende, alcuni sostengono che io sia come Lupin, altri dicono che sono un giovane in un corpo da vecchio oppure un vecchio in una faccia d’angelo. Altri dicono che Il ritratto di Dorian Gray mi fa un baffo. E il detto che le donne baffute son sempre piaciute è una grande stronzata. Non sono David Lo Pan, ma ogni mattina vado a comprare il pane. E do pene alle donne che mi amano.

Sì, io mi son sempre applicato da autodidatta, e son uomo di tatto, talvolta anche ratto. So come toccare nei punti giusti per stimolare reazioni piacevoli, sia nelle donne che apprezzano le mie mani morbide di dito medio gustoso e ficcante, sia negli uomini che adorano la mia voce erotica e, quando la sentono, hanno un orgasmo.

Sì, ecco alcuni libri della mia adolescenza. Comprendere e tradurre, firmato dagli altri anche da Umberto Eco, e Manuale di Scrittura, anche se dei latinismi e del vocativo, cioè il caso dell’apostrofe, del richiamo fatto in tono emotivo e con enfasi me ne son fottuto. Ho sempre vissuto nel mio present continuous, e sapete quando questa forma verbale si usa? Per esprimere un’azione in fase di svolgimento, un’azione futura programmata in precedenza, disapprovazione nei confronti di un’abitudine considerata irritante. Così recita almeno il libro The Grammar You Need, e voi abbisognate sempre di grammatica.

I miei non son discorsi di prammatica ma le parole giuste di un uomo pragmatico e anche paradigmatico. Sì, ecco la mia massima apodittica del giorno: Fuga da Los Angeles è un film post-apocalittico e ho sempre preferito una buona caramella all’eucalipto ad Apocalypto, sì, il film di Gibson.

Fino all’età di diciotto anni giocavo a Calcio ed ero un fenomeno. Ecco una delle coppe che vinsi. Voi, donne grasse, già all’epoca, mie palindrome, mangiavate la coppa… sì, quella parte delle vostre maialine. E voi uomini vi masturbavate sul culo di Alba Parietti ne Il macellaio. Sì, donnacce, poi andavate nei bagni, anche al mare coi bagnini, della scuola a ciucciare i salsicciotti dei bulletti. Una vita lardosa, laida e schifosa.

Quelli della mia età andavano con qualche bagascia per sentirsi fighi. Ho detto tutto.

E soprattutto non voglio più sentire puttanate sulla mia persona.

Verranno fuori dalla bocca di uno che ama prendere per il culo ma è stato lasciato dalla sua tipa perché non sapeva neanche mangiare lo yogurt.

 

 

 

di Stefano Falotico
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